Pierino medico della Saub

Uscì nelle sale nel lontano 1981, e narra delle vicende di un Pierino ormai fuori dalla scuola e che muove i primi passi nel mondo del lavoro. Si tratta di un’opera in cui si utilizza la goliardia del personaggio “Pierino” (qui ancora una volta interpretato da Alvaro Vitali) molto probabilmente per criticare quella che era (e forse ancora è) la questione lavorativa in Italia, una questione “di conoscenze”. Data la leggerezza del film e delle sue scene, il film fu poco apprezzato da critici e pubblico.

CRITICA

L’affezionata clientela che, dando sfogo ai suoi istinti sadici, ogni tanto rimprovera ai recensori cinematografici di essere di manica troppo larga dovrebbe andare a vedere questo film. Si renderebbe conto che, con simili obbrobrii sul mercato, talvolta l’indulgenza non è un segno di debolezza ma è imposta dalla logica del confronto! (G.Grazzini – Cinema ’81).

TRAMA

Alvaro Gasperoni, alias Pierino torna a Roma in seno alla propria famiglia da Addis Abeba, dove ha conseguito il diploma di laurea in Medicina. Aiutato dal padre tramite una raccomandazione della Loggia P2, riesce ad entrare in un ospedale romano come assistente del primario. Qui inizia la lotta con gli altri colleghi per accaparrare il posto di vice-primario. Dato che ogni buon medico si misura dal numero dei malati che ha, tutta la famiglia e tutti i suoi amici si fanno ricoverare; egli, in questo modo, esce vincitore dalla combutta. Il destino fatale vuole che la relativa tresca venga scoperta da un ispettore del Ministero della Sanità, e Pierino verrà licenziato dall’ospedale. Ciò non basterà a far desistere il protagonista dalla professione medica; che continuerà a sbizzarrirsi in una clinica privata a gestione “familiare”.

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